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Dipendenza da Alcol

Adulti,  ragazzi e ragazze e perfino minorenni.  Siamo travolti dalle notizie sull’ abuso spaventoso di bevande alcoliche.  L’ esercito di coloro che sono vittime dell’ abuso di alcol diventa sempre più numeroso al giorno d’ oggi.  Si calcola che circa  8  milioni e mezzo di italiani sono a rischio abuso.  I giornali riportano a volte che perfino parecchi ragazzini delle scuole medie bevono nei banchi di scuola ed in alcuni di loro si notano già i segni dell’ alcolismo.  Per gli adolescenti le motivazioni superficiali sono generalmente il desiderio di vivere un pomeriggio o una serata da sballo oppure un modo per superare l’ ansia o sentirsi all’ altezza in situazioni che intimoriscono.  Per gli adulti la ragione principale sono le passate esperienze traumatiche,  gli stati depressivi o situazioni esistenziali intollerabili.

Si sa che al giorno d’ oggi i mass-media puntano su modelli trasgressivi sempre più accentuati,  in cui il sesso e l’ alcol e le droghe si combinano in un tutt’ uno per rendere le esperienze più eccitanti.

L’ Etanolo o Alcol Etilico, come viene definito chimicamente, è una droga che agisce sul cervello umano come altre droghe e quindi causa dipendenza in chi lo consuma per un periodo abbastanza lungo.  Il “withdrawl” repentino di questa sostanza produce il manifestarsi di sintomi quali ansietà, irritabilità, turbamento, insonnia, confusione, ipervigilanza e disorientamento.  La dipendenza da alcol è quindi una sindrome complessa in cui l’ uso diventa compulsivo ed estremo che danneggia la persona sotto diversi punti di vista.  Un dipendente da alcol è una persona che ne fa un consumo eccessivo e per cui tale sostanza è diventata indispensabile nelle sua esistenza e la cerca in modo ossessivo, senza tener conto che sta facendo del gran male a se stessa ed a chi le sta intorno, familiari od amici che siano.

L’ alcol è fisicamente e mentalmente distruttivo.  Distrugge le cellule cerebrali e può perfino indurre le persone alla violenza, a crimini, a incidenti di diverso tipo, nonché alla morte o al suicidio.  A tutto questo si possono aggiungere le malattie cardiache, le malattie al fegato e ad altri organi interni.  Si tenta di compensare uno stato di disagio interiore, ma è un contratto di tipo “faustiano” che chiede in cambio un prezzo troppo alto.

Il comportamento del dipendente da alcol viene mantenuto attraverso l’ “acting out” di tutta una serie di menzogne, distorsioni mentali e negazione della realtà dei fatti.  Gli affetti più intimi diventano di secondo piano, mentre prende il sopravvento l’ attaccamento al “grande amore” : l’ Alcol.  L’ alleanza fondamentale è con Lui.  Lui ti innalza e Lui ti affonda a suo piacere, ma in questa altalena si realizza uno stato di esaltazione  che produce attaccamento e la sfida a ripetere l’ esperienza del bere, per arrivare al penultimo bicchiere sopportabile per quel dato giorno.

Quando alla fine il paziente si decide a chiedere aiuto è perché ha toccato il fondo.  I suoi problemi sono diventati tanti e tali che pensa di non poter più far nulla per riuscire a smettere di bere.  Il punto è dunque come affrontare questo “craving” di bere che spinge a voler ripetere l’ esperienza all’ infinito.  Questa è una sfida fondamentale per la vita dell’ alcolista ed il superamento della dipendenza significa il realizzare una tremenda crescita mentale e spirituale.  Tuttavia il cammino verso la liberazione da questa schiavitù è un processo troppo arduo senza l’ aiuto di una guida.  E’ come esplorare un continente vasto e sconosciuto senza neppure l’ aiuto di una mappa.

A questo punto, chi è vittima di questa dipendenza, vis-à-vis con la possibilità di guarigione, diventa vieppiù ardito, provocante ed insolente.  La resistenza si fa strada .  Bisogna innanzitutto iniziare con l’ accettazioneconsapevolezza che la guarigione è possibile solo cominciando ad incondizionata dei fatti, con la osservarsi senza giudicare.  Ed il counseling psicologico propone proprio la via del non giudicare.  Quando il “craving” prende il sopravvento e tutta la mente è tesa a raggiungere il momento del bere, perché avere paura ?  Lì bisogna fermarsi ed osservare tutta l’ evidenza delle proprie sensazioni.  Vedere l’ importanza che l’ alcol ha assunto nella nostra vita, vedere il dolore, la sofferenza, la paura di non riuscire a raggiungerlo ed anche il piacere ed il dolore impliciti nel rituale del bere.  Vedere quanto si è tesi prima di raggiungere la bottiglia, osservarla la propria tensione e la propria angoscia mentre ci si dirige verso quel luogo in cui Lui ci sta aspettando.  Rifiutare di vedere e giudicarsi dei deboli o dei codardi per il fatto di non aver saputo resistere  non serve a nulla.  Il giudizio negativo su se stessi non fa altro che rafforzare il desiderio di bere.

In questo stato di lucida consapevolezza affioreranno alla coscienza tutte le cose dolorose che hanno dato inizio al processo di dipendenza dall’ alcol : passate esperienze traumatiche, paure, angosce.  Non bisogna né lottare né fuggire davanti a questi fantasmi che appaiono nella mente, bensì lasciarsi possedere da essi.

Quindi il primo passo per venir fuori da una dipendenza da alcol è l’ accettazione della propria condizione senza giudizio alcuno.  Con l’ accettazione totale e senza giudizio sorgerà anche il germe della libertà.  Guardati mentre con le mani tremanti ed il sudore sulla fronte giri per la casa in cerca di Lui.  L’ angoscia ti assale, la paura di non trovarlo ti rende rabbioso.  Resta lì : forse proverai un dolore psicologico fortissimo, ma vedilo come quello che è, cioè una creazione illusoria della tua mente;  rilassati e resta con tutte queste emozioni negative, non rifiutarle.  Vedrai che improvvisamente tutto scompare e tu sei calmo e libero.  Tutto ciò che passa nella tua mente lo vedi come un film, senza turbamento.  Non aggrapparti alle sensazioni piacevoli che ti dà l’ alcol, né a quelle spiacevoli che provi quando lo desideri e non ce l’ hai.  E lascia da parte la vergogna e la disperazione che ti assale quando vorresti chiedere aiuto.  Chiedilo e basta, con umiltà.

Non sguazzare dentro il pantano della tua dipendenza che in un certo senso ti fa comodo perché è il rifugio che cerchi per non affrontare te stesso e la vita.

Lo so,  quando sei nell’ ebbrezza che l’ alcol ti causa, ti senti vivo, ma questo accade solo perché non hai mai provato ad esserlo veramente vivo con tutta l’ energia del tuo essere, in tutte le fibre del tuo corpo e con tutta la forza della tua mente.  Il cammino in cui ti trovi ora è un cammino di autodistruzione, siine consapevole.  Ciò che sembra esaltarti e portarti al settimo cielo, ciò che ti fa sentire forte e potente per qualche momento, in realtà ti sta progressivamente svuotando ed annientando.  La vera energia entrerà in te soltanto quando ti sarai arreso all’ inferno che devi affrontare quando l’ alcol ti manca.  E quando ti manca e tutto sembra sprofondare intorno a te, cerca l’ aiuto di cui hai bisogno.  Alle volte è arduo farcela da soli.  Tutti in un qualche momento della nostra vita abbiamo avuto bisogno dell’ aiuto degli altri e l’ averlo accettato ci ha salvati e ci ha fatto crescere.

Se pensi che possa fare qualcosa per te, chiamami   334 7484245

Sarà così bello come incontrare un amico quando sei solo, quando sei angosciato, quando devi prendere una decisione importante.

Potrai essere sincero, potrai dire tutto ciò che vuoi, senza timori e senza pudori e senza paura di essere giudicato.

3.119 Commenti a “Dipendenza da Alcol”

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