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Dipendenza da Droghe

I consumatori di droghe continuano a crescere.  La cocaina è ormai diventata una piaga sociale, ma la seguono e sono in aumento l’ uso di eroina, di ecstasy e di anfetaminici.  Si stima che nel 2012 i consumatori di droghe arriveranno a ca. un milione, di età compresa tra i 15 ed i 54 anni.  Cosa è dunque la dipendenza da droghe ?  Cosa spinge un individuo a farne uso ?  Motivazioni esistenziali, caratteriali o predisposizione biologica ?  Gli studiosi di questa piaga sociale appoggiano alcuni una tesi, altri un’ altra.  Le prenderemo in considerazione tutte e tre, anche se a noi interessano soprattutto le conseguenze di questa dipendenza e cioè la distruzione di un essere umano che diventa privo di speranze, debole, impaurito e pieno di vergogna.

Ci sono attualmente in Italia numerose Associazioni che offrono diversi Programmi mirati ad aiutare le persone che hanno problemi di dipendenza da droghe.  Ciononostante, la percentuale di successo di questi programmi è molto bassa.  Perché ?  Forse non affrontano il problema di base che è quello di capire a fondo le emozioni che sottostanno alla dipendenza.  Al giorno d’ oggi,  si pensa che siano soprattutto fattori sociali a causare i comportamenti che portano un individuo a diventare consumatore di droghe e successivamente da esse dipendente.  Non voglio sottovalutare le problematiche sociali, ma poiché si tratta pur sempre di dover aiutare un individuo, è al suo contenuto fisico e mentale che preferisco rivolgere l’ attenzione.  Perciò,  desidero andare a scovare le motivazioni profonde che spingono così tanti individui a distruggere se stessi, la propria carriera, le proprie famiglie ed anche le loro relazioni sentimentali.  Non si può concludere con l’ affermazione superficiale che costoro desiderano la loro rovina perché questo è lo stile di vita che hanno scelto.

Vorrei considerare l’ ipotesi, peraltro provata anche dagli studi reichiani sulla corazza caratteriale e muscolare, che vi sia una spinta che parte dall’ interno di queste persone e che non è recepita a livello cosciente.  La natura impulsiva ed inconscia di tale comportamento è del resto abbastanza chiara.  Come può una persona sana e ragionevole desiderare la propria distruzione ?  Molti di loro hanno tentato di porre fine all’ uso delle droghe, ma non vi sono riusciti.  L’ astinenza in alcuni casi è durata per qualche tempo e poi hanno ricominciato.  Cosa fa la differenza tra coloro che cocciutamente rimangono sul sentiero del consumo di droghe e coloro che cercano aiuto ? E’ semplice la risposta :  questi ultimi hanno già maturato dentro di sé motivazioni sufficienti per un cambiamento di comportamento, ancorché esse restano inconsce.

Dunque, la vera base psicologica della dipendenza da droghe è di carattere intrinseco, cioè inerente alla struttura caratteriale dell’ individuo.  Non serve a niente emettere giudizi negativi su queste persone, si farebbe loro soltanto del male.  Si creerebbe in loro lo sconforto di non essere in grado di controllare i loro impulsi e perciò meritevoli di una punizione.  Niente di più sbagliato di questo atteggiamento.  Io penso invece che possono essere utili sia tecniche mediche che pedagogiche che agiscano sull’ energia biologica e psichica dell’ individuo.  Dobbiamo chiederci : quale era la natura della iniziale motivazione e ricompensa emozionale che la droga forniva prima che diventasse una dipendenza ?  Cosa mancava dunque alla persona che la droga poteva dargli e come possiamo ristabilire noi quell’ equilibrio di benessere psico-fisico che consenta all’ “energia psichica” di liberarsi e dunque interrompere il circolo vizioso della dipendenza ?  E’ chiaro dunque che è impossibile uscire da tale dipendenza fintantoché non si è identificata a livello psicologico la motivazione e la ricompensa inconsciamente cercata quando si è cominciato a fare uso delle droghe.

E’ necessario perciò fare un lavoro simultaneo e sull’ apparato psichico e su quello somatico dell’ individuo, ciò che costituisce la mia visione unitaria dell’ organismo.  Avvicinarsi alla droga non voleva forse significare volersi liberare dalle catene interiori che impediscono il libero fluire delle emozioni e dunque il libero fluire dell’ energia vitale ?  Le emozioni sono da sempre state il problema centrale della psichiatria.  Reich scriveva : “Fondamentalmente l’ emozione è un movimento plasmatico espressivo”.  Esse costituiscono la corrente biofisica del plasma e a seconda del loro movimento creano piacere o dolore.  Dunque, si tratta di stabilire la giusta mobilizzazione delle correnti  ed emozioni plasmatiche, sia agendo sulla corazza caratteriale che su quella muscolare.

In tal modo l’ energia vitale si libera e l’ individuo riacquista la capacità di rafforzare il proprio carattere e riappropriarsi della propria vita, senza dipendenza alcuna.

Sia applicando l’ analisi caratteriale, sia dissolvendo i vari segmenti della corazza muscolare, riesco a ridare all’ organismo l’ energia fisica e psichica che aveva perduto.  Opero una azione sul sistema plasmatico che è il nucleo biologico profondo dell’ organismo. Opero perciò sulla funzione vitale stessa.  Ridando al corpo ed alla psiche la possibilità di ristabilire i loro movimenti armoniosi, tramite l’ eliminazione dell’ immobilità e della rigidità,  il vero Sé dell’ individuo si manifesta e con esso tutte le espressioni sane e creative che è capace di dare.

Ricordiamoci che la vita è movimento che si manifesta anche oltre il linguaggio verbale, si manifesta cioè primariamente tramite “espressioni emozionali”.  Il linguaggio riflette solo lo stato dell’ emozione che parte dal profondo della funzione vitale.  Alcune di queste espressioni non possono addirittura essere tradotte in parole.  La psiche riacquistando naturalezza, diventa capace di vivere senza repressione e non è dunque più motivata a cercare le droghe e la falsa ricompensa che esse promettono.  Si può essere dunque se stessi senza controllo e tuttavia non fare alcun male  né a sé né agli altri.   La repressione nega l’ espressione, ricordalo !  Quando riesci ad esprimerti con tutto te stesso, riacquisti anche fiducia in te stesso e con essa la gioia di vivere.  Le antenne del tuo corpo si faranno allora molto acute e percepiranno subito ciò che fa bene e ciò che fa male, senza dover entrare in conflitto e lottare con te stesso.  Se vivi in conflitto perdi energia.  La società vuole creare esseri che vivono in conflitto, perché chi vive in conflitto è confuso e quindi più facilmente manipolabile.  Esci dunque da questo circolo vizioso !  Io desidero renderti più autentico dimodochè tu possa tirare fuori tutto quello che hai dentro, seguendo la tua natura, senza controllo alcuno.

Le persone arrivano da me cariche di problemi.  Io vedo i loro problemi dai loro movimenti espressivi.  Il loro viso ed il loro corpo mi parlano.  Essi si confidano con me, poi chiedo anche un momento di silenzio, perché questo momento è più eloquente di qualunque altra cosa.  Il linguaggio verbale può anche servire da difesa, ma guardando una persona in volto, in silenzio, non ci si può sbagliare di diagnosi.  Le psicoanalisi che durano parecchi anni spesso affogano il paziente nella verbosità.  Io chiedo invece alle persone di esprimersi biologicamente, spingendole a guardare nel profondo di se stesse.  Eliminando tutte le espressioni innaturali e patologiche, arrivo alla “forma autenticamente biologica” dell’ essere.  Questo vuol dire anche operare ad un livello biologicamente profondo di comprensione, lavorando con il linguaggio espressivo del corpo.

Ricordiamoci che siamo deformati da una cultura che ci obbliga a conformarci a cose innaturali. Ciò che è importante è “sentire” l’ espressione emozionale di un paziente.  E’ importante capire l’ impressione totale che l’ organismo stesso di un individuo fa su di noi.

Distruggendo quindi la corazza caratteriale, si eliminano anche le motivazioni inconsce e la ricompensa cercata quando si è cominciato  a fare uso di droghe.  La persona diventata libera, torna ad essere sostanza viventepulsa plasmaticamente e funziona secondo le leggi ed i processi naturali.  E’ un diventare anche un tutt’ uno con l’ energia cosmica.  Dandosi alla vita senza paura, si impara anche a che darsi al compagno od alla compagna nell’ intimità.  Dalla dipendenza il paziente passerà ad un modo di vivere che soddisfa i suoi bisogni emozionali e motivazionali.  Da persona demotivata diventerà una persona piena di entusiasmo e capace di realizzare i propri obiettivi.  Non si tratta di sublimare la sua dipendenza, perché questo lo porterebbe a ricadere nel vecchio abito, anzi a peggiorare ancor di più.

La storia di ciascun paziente è unica ed è di primaria importanza nella pianificazione del trattamento.  Le droghe sono così pericolose perché agendo sul sistema nervoso ed endocrino regolano e determinano gli stati d’ animo, le emozioni e le motivazioni.  Per questo sono trappole mortali e creano dipendenza mortale !

Ad esempio, le anfetamine, la cocaina e la nicotina sono le droghe che aumentano il livello della dopamina nel cervello.  Sono considerate droghe stimolanti.  Ma quando la dopamina aumenta aldisopra della naturale protezione omeostatica del sistema endocrino, il corpo non riesce più a riposare, mentre il cervello ha bisogno di attraversare i suoi cicli di veglia e di riposo naturali.

Due parole dunque su un processo di primaria importanza per tutte le funzioni vitali dell’ organismo : il processo omeostatico.  Esso dirige ed è diretto dal sistema nervoso centrale.  L’ omeostasi produce il bilanciamento delle funzioni e dei bisogni dell’ organismo : la sazietà della fame e della sete, l’ eccitamento e la calma, la stimolazione e la depressione.  L’ abuso di droghe e la loro dipendenza causano dunque uno sbilanciamento e disfunzione in queste relazioni omeostatiche.  Le droghe affettano le funzioni dell’ organismo, causando un aumento o una diminuzione nell’ azione o soppressione neurale e ormonale.  Pare che le persone predisposte alla dipendenza da droghe, siano in uno stato costante di sbilanciamento omeostatico.  All’ inizio le droghe li aiutano ad ottenere l’ omeostasi, eccitando o deprimendo l’ azione del sistema neuro-endocrino.  Una volta raggiunta la tolleranza, le droghe non permettono più all’ organismo il raggiungimento dello stato ottimale di omeostasi.  Da qui la sensazione di fallimento, di disperazione, di depressione, di rabbia o risentimento.  Questo è il punto più pericoloso, cioè quando il drogato si rende conto di non riuscire più a controllare il proprio comportamento e le proprie emozioni.

La terapia da me usata riporta a poco a poco i processi neuronali ed ormonali dell’ organismo ad un livello di funzionamento ottimale, producendo in tale modo il bilanciamento omeostatico.

Solo un fisico ed una psiche che hanno raggiunto consapevolezza dei loro modi di essere potranno confrontarsi con le pressioni sociali, lo stress e tutte le domande della vita moderna, senza fare ricorso alle droghe.  Questo significa anche rendere all’ organismo la funzione dell’ espansione e dell’ espressione dei suoi sentimenti ed espressioni psichici e corporei.  Vuol dire imparare ad amare la luce, la vita, aprendo i nostri cuori e le nostre menti.

Se pensi che possa fare qualcosa per farti star meglio, chiamami  334 7484245

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